Arte in Costruzione


Prefazione di Fabrizio Barca 

Artisti, operai e tecnici per L’Aquila di domani. Dalla “fase difensiva” alla “fase offensiva”

 Un esperimento di arte pubblica, una forma originale di monitoraggio, una rete che mantenga (riporti?) l’attenzione internazionale sulla ricostruzione del centro storico dell’Aquila, una fonte di idee innovative. Tutto questo mi è apparsa Off Site Art/ArtBridge per L’Aquila quando l’ho scoperta. È uno dei progetti che animano l’Aquila in questa fase nuova, più ottimista, della sua ricostruzione. E che ho sentito narrare nelle giornate che il Gran Sasso Science Institute organizza periodicamente per dare voce alla ricostruzione culturale, sociale e produttiva che deve accompagnare quella materiale, e alle associazioni di cittadinanza attiva che guardano avanti.

Nell’immaginario collettivo dominato dalla cupio dissolvi dell’Italia di questi anni, il centro storico dell’Aquila è ancora quello di tre anni fa: strade morte, costellate da ponteggi, inaccessibili al passaggio, abbandonate. E invece oggi nel centro storico sono attivi 229 cantieri, dove lavorano più di 100 tecnici e almeno 2000 operai, tutelati da un robusto sistema di sicurezza, dove si sperimentano nuovi materiali per le prestazioni in fase dinamica degli edifici, dove si progettano nuove soluzioni e sotto il cui manto stradale si installeranno a tre metri di profondità tredici chilometri di “tunnel intelligente” per le reti elettrica, telefonica, idrica, fognaria e internet a banda ultra larga. Un investimento nel futuro pari a 32 milioni di euro al mese. È un esito non scontato con cui la città, i tecnici, gli operai, gli amministratori hanno battuto il cinismo e tanti errori.

Off Site Art ci apre gli occhi su come le cose stanno davvero. Lo fa grazie alla scelta di collocare le opere d’arte commissionate non sui ponteggi della “fase difensiva” ma sulle impalcature temporanee della “fase offensiva”, i cantieri della ricostruzione. La collocazione segnala che il lavoro è in corso, che operai e tecnici stanno ridando vita a quei palazzi. La temporaneità misura il fare, l’effettivo completarsi dei lavori. È una forma moderna, visibile, di monitoraggio collettivo. Ma è anche un modo per costruire la storia, la nuova storia dell’Aquila: quelle opere resteranno fissate nelle fotografie di questo catalogo che ogni palazzo vorrà conservare per ricordare ai suoi abitanti la ricostruzione e che ogni visitatore vorrà sfogliare per rammentare l’impegno che la ricostruzione ha richiesto.

Ma l’impatto principale di Off Site Art riguarda l’oggi. Il monitoraggio aperto invita cittadini aquilani e visitatori a percorrere già ora quelle strade per seguire il filo delle opere e attraverso di esse intravedere i palazzi, intuire l’impegno straordinario degli uomini e delle donne che ricostruiscono. E poi quelle immagini che viaggiano sulla rete stabilendo un ponte con la lontana New York, dove l’idea è maturata, potranno aiutare l’Italia a riscoprire attraverso gli idealizzati “States” ciò che stiamo realizzando a casa nostra: il più grande cantiere d’Italia, assai più importante di ogni pur grande evento passeggero, e con esso la costruzione di una città intelligente e pronta ad affrontare ogni nuovo evento naturale.

E c’è di più, perché ogni innovazione chiama altra innovazione. Il collettivo che ha realizzato Off Site Art sta per mettere in pista, oltre a un nuovo bando internazionale per opere d’arte, anche una applicazione che accompagni virtualmente i visitatori nella visita delle installazioni e dei loro palazzi.

E io voglio augurarmi che quest’ultima idea possa trovare immediata integrazione con altre informazioni e racconti che ognuno di noi vorrebbe trovare quando si perde fra i cantieri della città in ricostruzione. Informazioni e storie sulle innovazioni, sulle soluzioni speciali che si vanno realizzando per innalzare la tenuta al sisma dei palazzi in ricostruzione. E poi informazioni e storie sui lavoratori che stanno ricostruendo L’Aquila: le loro città e i loro paesi di provenienza, le loro aspettative, le loro preoccupazioni, la destinazione dei loro redditi, la sicurezza sul lavoro loro assicurata. 

In questo modo artisti, operai e tecnici al lavoro in quei cantieri troverebbero una saldatura e narrerebbero a tutti noi la storia che sta dando forma a L’Aquila di domani.

 

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SCHEDA TECNICA

 

Titolo: Arte in Costruzione

A cura di Veronica Santi

Casa Editrice: UAO Edizioni

Brossura con sovracopertina

Dimensioni: 20,9 x 24,4

72 pagine a colori

Euro 23,00

 

Pubblicato dalla giovane casa editrice UAO Edizioni e tradotto in doppia lingua (italiano e inglese), Arte in Costruzione è un viaggio di 72 pagine a colori tra le strade del centro storico in ricostruzione, alla scoperta del progetto di arte pubblica Off Site Art/ArtBridge per L’Aquila.

L’intensa prefazione a cura di Fabrizio Barca, l’introduzione di Stephen Pierson, executive director di ArtBridge, il testo critico della curatrice del progetto Veronica Santi, le fotografie delle installazioni nel centro storico della città, gli approfondimenti sugli artisti selezionati, svelano da diverse angolazioni il senso di un coraggioso progetto di arte pubblica e di un innovativo ponte culturale tra L’Aquila e New York.

 

 



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