(Tratto dall'intervista di Sara Maddalena Cocuzzi)

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Sandro Di Camillo

 

Berlin Babylon #7

Via Castello - Marzo 2015

 
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"E' una successione nel tempo di città diverse avvolte l'una dentro l'altra, strette pigiate indistricabili» (Italo Calvino, Le città invisibili).
 

Sandro Di Camillo nasce a Bojano nel 1976, è un fotografo Italiano attento alle sperimentazioni ed alle possibilità espressive del linguaggio fotografico non come mezzo meramente descrittivo, ma come strumento creativo. Studia presso l'Accademia Di Belle Arti di Roma (1999-2004),nel 2007 si diploma presso l'Istituto Superiore di Fotografia e Comunicazione Integrata di Roma. Ha partecipato a varie mostre e le sue opere fotografie sono state riconosciute in vari premi. Vincitore ex-equo di Fotoesordio 2006, il suo lavoro viene esposto all'Aula Pietro Gismondi dell'Università di Tor Vergata di Roma. Nel 2007 e nel 2008 partecipa a Fotografia - Festival Internazionale di Roma con due mostre collettive La città continua (di cui è anche curatore) e la finestra di fronte, è finalista nella sezione di fotografia al Premio Celeste nel 2008, il suo lavoro viene esposto alla Fabbrica Borroni, Bollate Milano. Nel 2009 è finalista al Premio Terna, con l'opera fotografica 'STRUTTURA'. Sempre nel 2009 è finalista al premio G.Tabò, il suo lavoro 'Berlin Babylon' viene esposto presso all'Istituto Superiore Antincendi (I.S.A.). L'opera fotografica (Berlin Babylon#7) presentata al progetto "Off Site Art / Art Bridge per L'Aquila" fa parte di una serie di paesaggi urbani intitolata Berlin Babylon.In Berlin Babylon, vengono annullati i riferimenti alle convenzioni attribuite al medium fotografico, prima fra tutte l’esigenza documentaria. E' un’indagine sul tempo e sullo spazio, una risposta all’immensa quantità di materiale visuale prodotto e consumato quotidianamente dalla società. In ogni veduta si sovrappongono più immagini che la mente è libera di cercare e riconoscere, individuando strati, dando consistenza a presenze, a prima vista, trasparenti. Ne consegue l'impossibilità di un razionale dominio dei luoghi percorsi, s’intuisce lo spazio fisico ma non lo si riconosce completamente. Gli spazi indistinti diventano il palcoscenico ove galleggiano presenze umane, quasi impercettibili. In questo complesso sistema spaziale, la dimensione temporale perde qualsiasi soluzione di continuità e l’uomo, il controllo. La foto che è stata scelta (Berlin Babylon #07) ha una profonda attinenza con la frammentazione del territorio aquilano e allo stesso tempo con l’avvicendamento e la convivenza tra passato e futuro. Nel presente ci sono i cantieri, le impalcature e la polvere. Per un autore come me che ha da sempre rivolto uno sguardo curioso verso la realtà urbana intesa, sia come luogo fisico, sia come luogo di sperimentazione e di continua trasformazione, quella di esporre a L’Aquila e di farlo attraverso un pannello fissato ad un ponteggio è stata una grande opportunità. L’architettura della città parla, come l’arte, dei sogni e delle paure di chi le vive.  (Tratto dall'intervista di Sara Maddalena Cocuzzi)

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