MARJAN FAHIMI

 

Il Passaggio

Corso Vittorio Emanuele - giugno 2015

 
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"Vivere l’arte è sognare ad occhi aperti un mondo fantastico che può diventare realtà."
 

Nata a Tehran (Iran) il 1 Marzo 1982, Marjan Fahimi è un artista iraniana che nel 2004 dopo aver conseguito la laurea in Letteratura Italiana presso l’Università di Tehran, parte per Roma e intraprende gli studi in Architettura per poi concludere la sua formazione nel 2013 con la laurea Magistrale in Progettazione Architettonica e Urbana. Nel frattempo porta avanti la sua ricerca pittorica, unica costante della sua vita da quando ha 15 anni. Tra le sue principali esposizioni: “La mente artistica” 2015 Teatro dei Dioscuri al Quirinale, Roma; “Adriatica la via dell’arte”, Galleria Antichi Forni, Macerata (2015);  Premio Adrenalina 3, Museo civico “U. Mastroianni” Marino, Roma e Spazio Factory, La Pelanda, MACRO Testaccio, Roma;  “La mente artistica” (2004), Teatro dei Dioscuri al Quirinale, Roma; “Speciale Scuderie Martelive”, (2009) Foyer del Teatro Palladium, Roma; “Premio L.I.Art – Martelive 2007”,Laboratorio Incontri d`Arte (L.I.Art), Roma; “The Birds” (2004), Seyhoon Art Gallery, Tehran; “ Urban Details” (2003), Atbin Art Gallery, Tehran “VI collettiva di disegno contemporaneo Iraniano” (2001),Barg Art Gallery, Tehran. Riconoscimenti: 2014: Seconda classificata nella categoria SILVER (Pittura)del Premio ADRENALINA 3.0; 2008: vincitrice del concorso delle arti Martelive; 2007: finalista del concorso Martelive e premio della giuria Liart. 

I suoi soggetti sono caratterizzati principalmente da paesaggi, vedute che mettono in evidenza i principali fenomeni atmosferici: aria, vento, nubi, pioggia, acqua, luce, terra. Visioni oniriche di uno scenario in cui la componente naturalistica, caratterizzata da una grande, avvincente poeticità, è incantata dalla natura e dalla vita. Nei suoi lavori privilegia il fascino del segno, tratti energici ed espressivi che risaltano in primo piano e citano elementi organici, vegetali, ma anche oggetti artificiali, impronte a volte astratte, spiccate su paesaggi che riportano con perseveranza agli elementi del cielo e della terra, dove la presenza umana è dipinta in lontananza, lasciata sola alle estremità del fondo scena.

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