Giovanni Presutti

 

Dependency # 15

Corso Vittorio Emanuele - giugno 2015

 
  • Foto Installazione
 
 
"Mi osservo e mi accorgo di essere ormai schiavo di tutto, ma avere qualcosa a cui attaccarsi è anche sostegno per la nostra umana fragilità."
 

Dopo la laurea in Giurisprudenza inizia a studiare fotografia, come se l’arte lo avesse scelto e costretto a questo passo. Si diploma alla scuola Arte di Firenze e all’istituto Kaverdash di Milano e fa parte di Reflexions Masterclass condotto da Giorgia Fiorio. Successivamente porta avanti un’intensa attività espositiva in Italia e all’estero (Parigi, Londra, Los Angeles, Madrid, San Pietroburgo, Roma, Milano, Venezia, Napoli, Genova, Pietrasanta). Entra a far parte della Biennale di Venezia del 2011. Consegue vari premi trai quali: finalista al premio Arte Laguna (2011 e 2012), vincitore del premio di fotogiornalismo Obiettivo Reporter (2011), vincitore del premio Memorial Giacomelli (2011), selezionato per Descubrimientos Photoespana (2012), finalista premio Ponchielli (2012), vincitore del premio Donkeyartprize (2012) vincitore del premio Fofu Photo Challenge (2012). Le sue opere fanno parte di collezioni private e pubbliche tra cui quelle del Musa - Museo dell’Assurdo di Castelvetro Di Modena e del Museo Della Specola di Firenze. Pubblica su varie riviste tra cui Vanity Fair, Sette magazine e l’Espresso. Ha pubblicato il libro “Mirror” con la casa editrice Polyorama, l’ebook “Eolo” con la casa editrice Emuse e il libro Contemporanea con la casa editrice Oscar Riera Ojeda. E’ tra gli autori del progetto Photo Ltd collezionismo foto d’autore curato da Daniela Trunfio e fa parte del collettivo Synap(see). 

La sua ricerca fotografica si è da sempre sviluppata in modo personale, non è mai stato attratto dalla fotografia commerciale. Il principale tema del suo lavoro è la contemporaneità specialmente nell'osservazione delle sue devianze come nel progetto Dependency: degli ironici tableau vivant sulle nostre dipendenze, ideati, allestiti e poi fotografati. “Con grande capacità di sintesi l'autore restituisce un ritratto veritiero della nostra società, facendoci sorridere di fronte alle singole immagini, ma soprattutto favorendo un'accurata riflessione d'insieme sull'uomo che, attraverso un eccesso di comportamenti e la conseguente assuefazione, mette a nudo le proprie debolezze, quella fragilità di fondo che nonostante cerchi di mascherare si delinea come suo tratto distintivo” (cit. Luca Panaro, critico d’arte).

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