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Claudia Borgia

 

Behind. Secularism and religion in Iran

Piazza Duomo - dicembre 2016

 
  • Foto Installazione
 
 
"Un orizzonte che non arrivi all'infinito non mi fa respirare a pieni polmoni. Tutto deve essere possibile nella mia vita"
 

Claudia nasce a Roma nel 1975. L'aria rivoluzionaria degli anni '70 le cova dentro per molti anni, troppi secondo lei, perchè è solo nel 2009 che molla tutto e decide di dedicarsi alla fotografia. Abbandona l'amata carrozzeria di famiglia, si rilegge la tesi sul diritto d'asilo discussa alla facoltà di Scienze Politiche alla Sapienza e cerca un connubio tra la passione per la storia contemporanea, il desiderio di esserne testimone e la fotografia. Sceglie di imparare a fotografare frequentando la scuola di fotografia Graffiti, seguendo vari workshop e iscrivendosi al master in foto-giornalismo dell'ISFCI. Decide di documentare la realtà che la circonda, ma anche il resto del mondo, ove possibile, con la curiosità di chi vuole arricchirsi e il desiderio di arricchire chi guarda le sue foto. Predilige le storie di donne, nelle quali si scopre, e i progetti a lungo termine, nei quali si immerge. Ha pubblicato su A, The Guardian, sul Kristeligt Dagblad (dk) e altre piccole testate straniere. Con il suo reportage “Ashura”, svolto in Iran, nel 2013 è arrivata terza nel concorso dedicato al foto-giornalista Rolando Fava e seconda a Fotoleggendo; nel 2014 ha ricevuto la menzione d'onore ai concorsi IPA e MIFA. Dal 2016 collabora con l'agenzia LUZphoto, ma rimane una freelance. Behind è un progetto iniziato nel 2012 con l'intento di scoprire un paese conosciuto per gli antichi splendori, ma raccontato come uno dei più pericolosi al mondo dopo la Rivoluzione Islamica, che nel marzo 1979 trasformò la monarchia del paese, in una Repubblica Islamica: l'Iran. Il progetto “Behind. Secularism and religion in Iran” racconta la vita quotidiana, i riti di commemorazione per l'Imam Hossein (martire dell'Ashura), i momenti di preghiera e le feste private di persone, religiose e non religiose, che sembrano viaggiare su binari paralleli. Attualmente circa il 65% della popolazione iraniana ha meno di 25 anni. Nati dopo la Rivoluzione Islamica, molti giovani non si riconoscono in quei valori. Piena di desideri e di speranze, ma con un atteggiamento che sembra mesto e pacato, questa parte della popolazione vive perseguendo i propri sogni: amare, cantare, ballare, scrivere, sfilare e girare il mondo. Il progetto, in corso di svolgimento, è stato fin ad oggi realizzato a Tehran e Nooshabad, una piccola città della provincia di Isfahan. Nella foto, il quotidiano di una famiglia di religione musulmana sciita. Reyhane, 21 anni, è alla ricerca di una pentola nella sua cucina, con il marito Hossein, 26 anni. Sullo sfondo sua madre Zohre, 42 anni, e suo fratello Mahdi. Le donne musulmane sciite non devono indossare il velo o il chador quando sono in casa davanti ad altre donne e uomini, questi ultimi, con il grado di parentela più prossimo. Zohre, in obbedienza al suo profeta Maometto e il Corano, indossa il velo, perchè sa di essere fotografata.

 

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