Alexa Hoyer

 

Storefronts

Corso Vittorio Emanuele 159 -

 
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"E come se fossi invisibile. Ma ci sono cose davvero belle e meravigliose che sono invisibili e che rimangono invisibili". (Romero Salazar)
 

Nata ad Amburgo, Germania, Alexa Hoyer vive e lavora attualmente a Brooklyn, New York. Ha ricevuto il suo master universitario presso la Tyler School of Art e il tuo diploma presso la Webster University. Ha esposto le sue opere nel suo paese di origine e all’estero, al Marjorie Barrick Museum of Art (Las Vegas), a Redling Fine Art (Los Angeles), alla Glyndor Gallery | Wave Hill (New York City), a Inside-Out Arts Museum (Beijing), dove ha completato una residenza nel 2014. Ha realizzato una video installazione presso l’Eastern State Penitentiary a Philadelphia. Le sue fotografie sono state pubblicate da testate internazionali, come Harpers Magazine, Wall Street International, New York Magazine, Interview, Der Spiegel, Taz, Der Freitag. E’ stata una delle finaliste del 2016 Photo Urbanism Fellowship grazie alla collaborazione con il Design Trust For Public Space di New York City.  Attualmente, sta lavorando ad un progetto a più mani con l’impresa Sage and Coombe, documentando i relitti industriali e i cartelloni pubblicitari abbandonati nei cinque quartieri di New York.La sua serie “Storefronts” è realizzata all’Havana, Cuba: uno sguardo nei sogni e nell'inconscio culturale di un paese sull'orlo di un grande cambiamento culturale ed economico. Romero Salazar, un designer di vetrine per negozi, impiegato dell’ufficio pubblicitario cubano, durante il suo reportage le ha detto: "E’ come se fossi invisibile. Ma ci sono cose davvero belle e meravigliose che sono invisibili e che rimangono invisibili".

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